Violenza senza freni

Non è una novità quella che ieri ha sconvolto le redazioni di mezzo mondo. Non lo è, perché è da tempo che se ne parla eppure nessuno fa niente per fermarla. La violenza domestica, che spesso esplode per futili motivi (come fra poco vi racconterò) dipende sopratutto dai punti di riferimento che vengono dati a chi è in difficoltà. Il suicidio, che tra i ragazzi aumenta, è dovuto a una serie di fattori, derivanti dalle esasperazione degli adulti, nel tutelare il proprio esclusivo interesse, a scapito della collettività. Quando nel 2008, cadde il governo Prodi, alla campagna elettorale si presentarono in massa molti partiti, alcuni de quali, con dei nomi veramente ridicoli. Immagino che la maggior parte di loro lo facesse per puro protagonismo. Perché se i motivi sono altri, allora non bisogna stupirsi di sentire al tg, notizie del tipo: “ragazzo ammazza il genitore perché non gli dà l’xbox, o la wii”. Perché in nome dell’interesse esclusivo del singolo, tutto è lecito. Anche ammazzare, o ammazzarsi, il mal di vivere viene percepito come una normalità perché nessuno si prende più cura di chi ha problemi. La notizia del giorno è questa: un ragazzo, ha litigato con il padre perché questi gli aveva sequestrato un gioco. Così, per non avere problemi, ha deciso di farla finita una volta per tutte. Ha preso la pistola del padre, e ha tentato di farla finita Per facilitare il discorso, si potrebbe dire: “è colpa di chi lo ha educato in quel modo” e si potrebbe concludere che in fondo dovremmo prendercela con i genitori anziché con noi stessi. Invece, la colpa è sopratutto nostra, perché non siamo in grado di dare agli adolescenti, quella stabilità che dovrebbe garantirgli un futuro.  In compenso siamo bravi a fare discorsi futili solo su noi stessi, o a girare attorno alla questione, liquidandola con un semplice e banale: “è colpa dei genitori”. No. Non è in questo modo che si risolvono i problemi, serve più trasparenza morale da parte della politica ( non mi riferisco al bordello mediatico che i media fanno sulla vita privata del presidente del consiglio) e serve che torni ad occuparsi dei problemi veri del paese. Un minimo di umiltà sarebbe un buon risultato per incominciare a rigare dritto, e non sparare sciochezze a ripetizione. Umiltà, che dobbiamo a tutti, specialmente agli adolesceni e alle loro famiglie così confuse. Bisogna  rispettare e far rispettare le regole,  altrimenti ci si ritroverà in fondo ad un baratro. E non ci sarà nulla da fare, una volta entrati. Se non facciamo rispettare le regole per noi stesi, almeno facciamolo per gli altri.

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