Lettera al presidente della repubblica

Alla cortese attenzione del presidente della repubblica,Giorgio Napolitano…

Signor presidente sono un comune cittadino, che fra pochi mesi uscirà con la sua famiglia per Festeggiare i 150 anni dell’unità nazionale. Apprendere dai giornali la notizia che per motivi politici, lei decida di invitare la presidente del Brasile, passando sopra alle sue colpe, non mi fa piacere. La inviterei gentilmente a non prendere questa ingombrante iniziativa, agendo in questo modo infatti, lei rischia di far pasare in secondo piano l’estradizione di Cesare Battisti, terrorista condannato in Italia per omicidi e rapine. Pensa davvero signor presidente, che per far riconciliare la nazione su un tema così importante quale l’estradizione di un terrorista, basti far salire sul palco delle celebrazioni, il presidente di uno stato estero che è politicamente debitore nei nostri confronti? La invito a pensare a tutto il fiume di sangue versato inutilmente durante gli anni di piombo, dove a pagare maggiormente sono stati giovani ragazzi, che nella maggioranza dei casi, facevano politica. In altri casi invece erano dei semplici spettatori di un mondo che accettavano con leggerezza (come nel caso delle ragazze vittime della strage del Circeo) e proprio queste ultime, sono le vittime più indifese. è a loro che dovrebbe pensare prima di invitare una politica con un passato discutibile. Non si può fare finta di niente davanti alle responsabilità del Brasile, che non vuole estradare un terrorista come Cesare Battisti. Invitare la presidente Roussef, durante le celebrazione del 2 giugno poi, è un atto molto pericoloso. Perché in questo modo si mettono in secondo piano le sofferenze dei sopravvissuti agli anni di piombo. Signor presidente,vale proprio la pena per tentare di fare bella figura davanti al mondo, invitare a casa nostra, chi ha deliberatamente continuatoa sfregiare la memoria delle vittime dei PAC?  se è così importante, a cosa serve imporre ai ragazzi che studiano la storia, momenti che dividono il paese, come il 25 aprile o il 1 maggio?  Dilma Roussef, non può essere un esempio per quella generazione di italiani che si stanno affacciando alla conoscenza della storia d’Italia. Siano guelfi o ghibellini. Non può passare sotto silenzio la responsabilità della presidente brasiliana, in questo modo si offenderebbe la dignità dello stato.  E i cittadini come il povero Luigi Torreggiani, che sono rimasti bloccati per sempre, su una sedia a rotelle, non avranno la giustizia che gli spetta per essersi  difesi (giustamente) dai terroristi. O meglio: da un terrorista. Spero che lei riconsideri questa decisione, che se fosse confermata, lederebbe la dignità dello stato. Perciò è con animo forte e risoluto che le chiedo di non invitare la presidente del Brasile per le festa della repubblica, finché non ci avrà ridato Battisti. Glielo ripeto per l’ultima volta, perché si tratta di una questione di principio: Non faccia l’errore di invitare chi non ci ha restituito quanto ci doveva. Ci rifletta due volte prima di prendere questa decisione. Lo faccia per il suo popolo.

Cordiali saluti

Giangabriele Perre

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