Che sfortuna nascere donna

Chissà qual è l’età migliore per una donna, per considerarsi emancipata. La manifestazione di oggi promossa dalle femministe della domenica, appartenenti al comitato: “se non ora quando?”, fanno riflettere parecchio, quella che doveva essere nell’intenzione delle organizzatrici della manifestazione una marcia a favore della dignità delle donne, è diventata una marcia verso la schiavizzazione delle donne. Perché con la scusa che a fare quelle presunte porcherie a villa San Martino, fosse un capo del governo, le promotrici di questa sfilata puritana ed ipocrita, hanno rovesciato i valori che fino a ieri esse stesse avevano plasmato. Hanno mandato chiaro e tondo il segnale alle altre donne, che nascere donna è una maledizione perché chi nasce donna non può decidere a priori del proprio destino. Se lo fa viene derisa e umiliata, perché ha scelto di stare fuori dal giro. Un pò come gli spacciatori insomma: da allontanare perché pericolosa. Il segnale che queste signore hanno lanciato, è molto pericoloso, perché riduce la mentalità stessa della donna e la fa sembrare  un automa senza coscienza, che non è in grado di valutare le proprie scelte. E per poter stare in piedi deve appoggiarsi alle proprie coetanee. Forse per questo, le promotrici di questo inutile baccano, si atteggiano a delle vittime di guerra, a cui qualcuno vorrebbe insignire la medaglia al valor civile. Per avere più potere e zittire chi non la pensa come loro, rispondono che la donna non è un oggetto, che bisogna tutelare la dignità della donna. Ma qual è secondo loro, la dignità della donna? Cosa è più dignitoso per una donna se non quello di essere padrona del proprio destino e scegliere la cosa più giusta? Un sacrilegio. Io vorrei che uomini e donne fossero tutti uguali davanti alla legge, che nessuna e nessuno, si erga a paladino della morale, perché non serve. Anche se le frequentazioni di Berlusconi sono opinabili, cavalcare le sue vicende personali usando come kamikaze le donne, sperando di buttarlo giù, è una mossa di cattivo gusto. Difendere la dignità della donna, non vuol dire questo, difendere la dignità delle donne significa mettere la donna sullo stesso piano politico e sociale dell’uomo, significa insegnare a queste signore, che una persona non nasce donna per accomodare i favori delle coetanee, non nasce donna per sputare su altri corpi del proprio sesso. Una persona nasce donna, perché è destino glielo ha dettato. Così come un uomo nasce uomo.  Nasce così’ perché gli è stato imposto dal fato. Se queste signore anziché occuparsi dei fatti privati di Berlusconi, si occupassero di ben altrodi ben altro, la vita sarebbe migliore. Altrimenti se il loro passatempo è solo quello di marciare per nulla, per rompere le scatole al premier, significa che anche loro sotto sotto la pensano come Berlusconi, ma per conformismo preferiscono starnazzare come le galline. Ha ragione Maria Giovanna Maglie, giornalista di “Libero” quando su suo editoriale afferma che ” voi vi sentite titolate a decidere e sindacare sul corpo altrui” e ha ragione quando sotiene che queste signore si sentono  delle vergini di Norimberga. Perché fin quando queste neo puritane della politica non la smetteranno di ficcare il naso nella vita altrui, l’Italia continuerà ad andare sempre giù e il diritto alla libertà diventerà un privilegio. E questo non deve assolutamente succedere, perché tutti hanno diritto alla libertà. Anche le donne che non si domandano come quelle ipocrite: “se non ora quando?” risposta: mai.

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