La tratta politica

Due settimane fa il quotidiano “Libero”, aveva pubblicato la notizia della manifestazione di “libertà e giustizia” al palasharp di Ferrara, in cui tra gli altri ospiti di questo incontro era spuntata una figura esile ed inaspettata. Un bambino di tredici anni, un età piuttosto prematura in cui si può tranquillamente plagiare un ragazzino, e fargli credere che la persona che sta attaccando è uno qualsiasi che per farsi bello ha deciso di candidarsi a premier, perché con chi è potente tutto è lecito pur di disarcionarlo, Anche sfruttare i minorenni. Proprio per questo, i giornalisti del quotidiano di via Majno avevano messo in risalto la vicenda di quel comizio improvvisato. E hanno fatto bene a mettere in evidenza un editoriale dello psichiatra Alessandro Meluzzi dove si evidenziava che questo povero ragazzino era stato manovrato come una marionetta, con lo scopo di attaccare il capo del governo. Oggi a due settimane da quell’articolo denuncia, i legali della famiglia di G.T, hanno deciso deboli come sono, di citare in giudizio il quotidiano milanese. Un modo come un’altro per tapparsi gli occhi insomma. Tutto questo inutile uso di armi convenzionali come la “diffida a pubblicare i dati del minore” da parte dell’avvocato di quella famiglia, mi fa pensare che questi siano dei pessimi genitori che nessun figlio vorrebbe avere. (io sono un elettore di Forza Nuova, e sono primo di tre fratelli. Uno di loro ha undici anni, undici. Capite? E da quando ho incominciato a votare il partito di Roberto Fiore, non mi è mai passato per la testa di manipolare mio fratello) Perché  se uno ha in mente di cambiare il paese in meglio non usa i ragazzini come scudi umani. Se una persona è responsabile e sa fare il ruolo che gli compete (il genitore in questo caso) non usa scuse inutili per attaccare gli avversari. Invece a quanto pare, l’ottusità, l’egoismo, la polically correct, e sopratutto l’odio viscerale per una carica dello stato, prevalgono sull’educazione dei ragazzini. Una situazione davvero drammatica che ogni persona con il cervello a posto dovrebbe contestare, senza peli sulla lingua. Ai genitori del ragazzo suggerirei di starsi zitti perché gli unici responsabili qui sono loro, non i giornali che fanno il proprio dovere. è solo colpa loro se adesso il loro piccolo è diventato famoso. Voi signori, avete fatto salire sul palco vostro figlio, istigandolo ad attaccare una carica dello stato. Voi avete acconsentito che il ragazzo fosse presentato dalla moderatrice, a tutti quegli squali. Non cercate scuse, ammettete di aver sbagliato, dite chiaramente che quel giorno al posto di una passeggiata, avete preferito farvi immortalare sui giornali per avere il vostro momento di gloria. Invece preferite stare zitti e chiudere la bocca ai giornalisti che non la pensano come voi, mandandogli una diffida. Fate veramente schifo. Spero che un giorno quel ragazzino cresca e si renda conto di essere stato usato, e vi faccia causa chiedendovi i danni morali e materiali per lo shock che ha subìto. l’Italia è un bel paese ma è piena di difetti. Uno di questi si chiama codardia.

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