La rivoluzione continentale

L’onda tunisina che si sta espandendo nel nord Africa fino al medio oriente, passando per la Cina, è il segnale che d’ora in avanti il mondo non sarà più come prima. Molte delle manifestazioni che stanno attraversando il mondo, confermano che i popoli sono su una via precisa da seguire. La Tunisia in particolare, sta seguendo una strada che la porterà verso l’autodeterminazione. Non sarà una passeggiata il cambiamento che stiamo vedendo in questi giorni, ma neppure una disfatta, perché la marcia a cui stiamo assistendo ha la precisa volontà di mostrare una alternativa politica ai popoli del terzo mondo, ed è quella di riprendere in mano il loro destino. In Europa, molte volte i popoli del continente si sono uniti per fare le rivoluzioni, ma queste sono sempre durate poco. Non abbastanza per mostrare a chi sarebbe nato in seguito, di poter ammirare con occhi sinceri i risultati di quei moti. Se la rivoluzione dei gelsomini, è riuscita ad espandersi per mari e per monti fino a toccare punte che sembravano impensabili, è perché le genti di lì hanno capito che bisognava cambiare. Sono sicuro che nelle prossime settimane vedremo cambiamenti epocali nella storia dell’umanità che non passeranno inosservati. Molte cose cambieranno nei prossimi mesi, anche grazie al contributo dei social network, che sono i veri protagonisti di questa rivolta. In Italia, se mai dovesse esserci l’intenzione di fare una rivoluzione, spero che sia una rivoluzione buona, che tenga conto del sacrificio fatto da coloro che sono caduti o cadranno, per le proprie idee. Tenere conto di queste persone significa non sprecare energie per giustificare la propria posizione davanti agli italiani. Significa rispettare la morte di chi ha rischiato la propria pelle per consegnarci la possibilità di cambiare questo paese una volta per tutte. Nel farlo, la prima cosa da fare è mettere da parte i sentimenti egoistici e spendere le proprie forze per risollevare l’Italia dal torpore, ogni volta che siamo in pericolo, non dovremmo pensare a dove andremo una volta morti, non dovremmo nemmeno aver paura della morte, se siamo certi che ci sia qualcosa al di là di questa vita. L’unica preoccupazione che deve affliggerci, è il futuro del nostro popolo. Su chi potranno contare gli italiani una volta uscito di scena Berlusconi? A che santo si voteranno, pur di far accelerare il paese verso un buon momento di benessere? Spero non si affidino ai rappresentanti del FLI, che hanno fatto del male a questo paese, scegliendo di abdicare il loro ruolo istituzionale e fare gli interessi del loro presidente. Gli italiani sono abbastanza intelligenti per non mettersi a votare uno come Gianfranco Fini, solo dei poveri disperati potrebbero fare queso atto di Masochismo politico.  Solo un partito forte e compatto potrebbe tentare di cambaire l’Italia. E mi auguro che questo partito  riesca a prevalere.Altrimenti  le conseguenze potrebbero essere nefaste. Giulino di Mezzegra insegna.

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