Lettera a Concetta Serrano

Questa che state per leggere, è la lettera che ho scritto al corrire del mezzogiorno a Concetta Serrano, madre di Sarah Scazzi.
Gentile signora Concetta, mi chiamo Giangabriele ho 23 anni e scrivo da un paese che si trova dentro il comune di Palestrina, in provincia di Roma. Non so se leggerà questa lettera che le sto scrivendo, ho deciso di scriverle per dirle che mi dispiace per ciò che ha passato e sta passando. Sin da quando un anno fa, in diretta davanti a millioni di italiani apprese la shockante notizia della morte di sua figlia. Mi chiedo ancora oggi se la Sciarelli, che la stava intervistando, in quel momento fosse consapevole della tragica notizia che nessun genitore vorrebbe avere. Tantomeno in un programma televisivo davanti a millioni di persone. Non so come lei potesse sentirsi in quel momento, e nemmeno adesso che la sua famiglia è quasi a pezzi per quell’evento delittuoso, che ha visto come vittima la sua figlioletta di quindici anni. La povera Sarah, che ancora aspetta giustizia. Perché nel frattempo ci siamo un pò tutti abituati purtroppo, a sapere se uno dei suoi parenti sia o meno innocente per questa tragedia. Senza pensare minimamente al dolore di sua figlia che è stata la vittima di questa follia. Spiace constatare che da quando sua figlia è stata uccisa, i presunti colpevoli, abbiano fatto di tutto pur di mettersi in mostra davanti alle telecamere e gridare come se fossero loro le vittime: “sono innocente sono innocente”. Con questo atteggiamento, gli italiani a forza di sentire le dichiarazioni di questo o quel presunto colpevole,la gente si è abituata a vedere solo i suoi disgraziati parenti, e ha continuato a pontificare tesi su tesi, dimenticandosi completamente di sua figlia. Che, alla fine è la vittima di questa storia. è Sarah infatti che ha subìto la collera di qualche sua parente. è Sarah, quella che ha varcato quel cancello che le era così familiare. Ed è di lei che bisognerebbe parlare, non di quelle tre persone che si rimpallano la colpa per sembrare più pulite davanti agli italiani. Loro, sono in un modo o nell’altro coinvoltenell’omicidio di sua figlia, e non dovrebbero essere immolate come delle vittime. Così non si fa altro che distruggere ancora di più il senso di questa vicenda, che non ha avuto senso sin dall’inizio. Il senso principale che tutti vorrebbero trovare, è quello di chiedere giustizia per Sua figlia e basta. Il resto sono solo chiacchiere. Spero che sappia trovare un pò di pace e che questa storia finisca presto. Nessuno merita quello che è successo a Sarah. Tutti hanno diritto a essere risarciti, anche dopo morti. La saluto e le auguro di riuscire a ricostruire la sua vita con suo marito e suo figlio che sono scampati a una inutile e morbosa curiosità che non meritavano. Distinti saluti
Giangabriele Perre
Palestrina (rm)

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