Un mondo perfetto

Avete presente i testimoni di Geova? Ogni volta che stanno in giro ben vestiti suonano alla porta si presentano e ti dicono che il mondo prima o poi finirà. Da quando esistono, non sono riusciti a prevedere la fine del mondo. Una data su tutte: il 1914, in quella data sarebbe dovuto finire il mondo. Invece si sono sbagliati e hanno dovuto cambiare la data. Nel 1986 a Cernobyl, in Ucraina, il terzo reattore nucleare esplose facendo migliaia di vittime (ancora oggi molte persone sopravvissute all’esplosione portano ancora i segni di quell’esplosione, e nonostante tutto il mondo va avanti, con questo non intendo dire che tutto vada bene, anzi. Ma non si possono creare facili allarmismi solo perché una cosa non ci piace. Nel dire che ci sono dei rischi se si usa il nucleare, non si dovrebbe essere catastrofici ma bisognerebbe scegliere attentamente le parole.  L’uso indiscriminato di una folle propaganda può portare a pensare che il mondo sia finito, che la vita andrebbe meglio se non si corresse qualche rischio e che per stare bene dovremmo stare sempre al riparo. A questo punto non vedo nemmeno per quale motivo all’uomo debba essere concesso il diritto di farsi il bagno dentro al mare, visto che l’hà inquinato, perché non proviamo a fare questi discorsi anche agli appassionati della spiaggia?  Se vogliamo risolvere il problema dobbiamo farlo stando con i piedi per terra, non fantasticando o favoleggiando, su un ipotetica fine del  mondo che non ci sarà mai e che nessuno , manco la bibbia (nell’aapocalisse si parla di “nuova creazione”) ha mai previsto. Se siete preoccupati delle conseguenze che le scorie radioattive possono procurare sull’uomo allora il discorso è un’altro: bisogna puntare sulla Prevenzione. è importante investire sulla sicurezza delle centrali nucleari , e preparare la gente al peggio, anche quando sembra non ci siano problemi, per imparare a convivere con l’enegia nucleare. Questa paura esagerata produce soltanto inutili allarmismi e fa entrare nella testa della gente idee superstiziose, sarebbe giusto invece spendere sulla sicurezza e garantire l’affidabilità degli impianti. Io non posso pensare che la gente nei prossimi decenni debba tornare a sognare la fine del mondo. Non esiste la fine del mondo,  ma solo un cambiamento globale.

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