Italia: uno stato di diritto per pochi.

Cosa può succedere quando un gruppo di decerebrati dopo una notte di caos e sporcizia in un terreno privato, vengono fermati da una pattuglia dei carabinieri per un controllo? Di solito il controllo di routine, dove i poveri militari si limitano a fare il controllo dei documenti. Altre volte invece ci scappa il morto, come è accaduto la settimana scorsa, dove una pattuglia dei carabinieri è stata aggredita da un gruppo di decerebrati, uno dei quali ha aggredito a morte uno dei giovani militari, mandandolo in ospedale con l’occhio nero. Ma la cosa più drammatica in questa vicenda non è il pestaggio dei poveri militari, che erano lì solo per fare il loro dovere, la cosa più drammatica è che quei ragazzi non hanno potuto muovere un dito per paura di finire in prigione. E menomale che sono dei militari, se fossero stati dei briganti adesso per proteggerci dai delinquenti dovremmo chiedere aiuto alla mafia. Ma la paradossale situazione del carabiniere- servitore dello stato, anzi marionetta nelle mani dello stato, è che se spara per difendersi in carcere ci va lui, non l’aggressore. Roba per cui ti chiederesti se le forze dell’ordine stanno lì per difendere lo stato o farsi aggredire. Probabilmente la seconda opzione è la più ragionevole, visto che delle forze dell’ordine si parla solo quando a torto o a del ragione, si scagliano contro i manifestanti dell’ultima ora. Si parla delle forze dell’ordine, solo quando i no – global del cavolo e i finti pacifisti (così pacifisti che vanno in strada con il volto coperto ad aggredire gli esercizi commerciali e poi si comprano il motorino e il cellulare) vengono fermati da loro, ma se ne parla per gettare fango sul loro mestiere. è giunta l’ora di voltare pagina,  i militari hanno il diritto di difendersi, non possono essere continuamente immolati sull’altare della politically Correct, per compiacere un manipolo di esagitati che protesta per noia. Bisogna smetterla di appiatire le forze armate alla stregua degli stessi lavoratori. I poliziotti dovrebbero essere dipendenti dello stato, e dovrebbe essere il ministro degli interni a coordinare il loro lavoro. Di più: dovrebbe essere la stessa polizia a darsi delle regole ferree. e istruire i suoi uomini al senso dello stato. Non dico che i poliziotti siano sempre dalla parte della ragione, qualche volta sbagliano anche loro (Aldrovandi, chucchi etc, insegnano) ma se sbagliano devono essere giudicati dagli uffici competenti, se hanno problemi con i loro superiori, devono denunciarlo tramite dei tavoli di confronto, senza appiattirsi sulla burocrazia dei sindacati. Bisogna che la gente veda la polizia come una forza statale positiva, che sta da parte del popolo e non contro.Che non si senta abbandonata dalle istituzioni per colpa del buonismo di certa gente che vede la sindrome cilena in ogni divisa della polizia, e che lasci operare le forze dell’ordine in santa pace dandogli il diritto di difendersi quando lo ritengono opportuno senza sentirsi braccati come se fossero loro i delinquenti. Se ci sarà abbastanza intelligenza da parte di certi italiani, nel capire che la polizia sta in strada per difenderli, allora avremo una giustizia giusta e senzi peli sulla lingua. Altrimenti, viva l’anarchia. Chissà se qualche genitore di quei teppisti lo capirà. Per i miracoli ci stiamo attrezzando.

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