Pedofilia: tra reato e peccato.

Ci sono reati che tutti riconosciamo come tali. C’è il reato del furto, quello di ricettazione, c’è l’omicidio e il sequestro di persona. Ognuno di questi delitti è classificato come reato. Ma ce n’è uno, che è peggiore degli altri, che passa inosservato e quando lo si viene a sapere, nella maggior parte dei casi (per fortuna) il colpevole viene arrestato e giudicato e mandato al fresco. La pedofilia, è uno dei peggiori crimini contro la persona più indifesa del mondo: il bambino. Il comportamento del pedofilo, è spesso classificato come malattia, tanto che alcune persone normali consigliano al decerebrato di recarsi a fare una visita psichiatrica, e hanno ragione. In questo caso però questo reato, non vale per tutti. Se a mettere le mani addosso a un bambino è un impiegato o un padre di famiglia, in carcere ci va senza tante storie (magari poi si scopre che lui non ha fatto niente e dopo un pò di anni si scusano. Se si tratta di uno schifoso giustamente resta in carcere). Ma se a commettere un reato così grave è un giudice, un politico o un poliziotto, beh la cosa cambia. Pur di non lasciare qualche macchia nella propria categoria. celare la violenza rimane l’unica soluzione per pararsi le chiappe. Invece di dire che la pedofilia è una violenza contro una persona indifesa, invece di sostenere che chiunque la commette è colpevole e va perseguito per legge, ci si limita a parole di circostanza come se si trattasse di una cosa da poco, come se fosse un reato punibile un giorno sì e quattro no. E perché? Semplice: per non perdere la faccia. Lo scorso anno il quotidiano Libero, ha lanciato una campagma contro il regista americano Roman Polansky, si trattava di una campagna firme volta ad ottenere il suo arresto e la sua estradizione dalla Svizzera per giudicarlo . A rispondere all’appello furono tantissimi cittadini (tra cui il sottoscritto). Ma nonostante questa fatica, non si ottenne alcun risultato positivo. In compenso a difendere la sua sporca coscienza, ci si mise tutto il mondo dello spettacolo nostrano. Attori e attrici, senza il minimo pudore si schierarono in sua difesa, come per dire che in fondo fare del male a un bambino è una cosa che capita. Se ci fosse più impegno da parte dello stato, nel considerare il reato di pedofilia, come un crimine senza distinzione di sesso, razza, e sopratutto, condizione sociale, allora si riuscirà a prendere coscienza del fenomeno e diventeremo un paese veramente civile. Oggi è la giornata mondiale contro la pedofilia, dovremmo cominciare a pensare su come punire chi commette un reato così odioso, senza peli sulla lingua. Cominciando a tenere bene in mente una cosa: la pedofilia è una violenza. E chi la commette va perseguito per legge, anche se indossa una divisa da poliziotto, o una tunica da prete, o fa il sindacalista. E sopratutto, va insegnato a chi non lo sa o fa finta di non saperlo, che il pedofilo è una persona violenta, che siccome non riesce a controllare (o sarebbe meglio dire reprimere) i suoi bassi istinti, li scatena ferocemente contro il bambino, che non ha nessuna colpa, se non quella di vivere la propria infanzia e spensieratezza. Di essere una persona normale insomma. Pensando a come reprimere la pedofilia, direi che sarebbe più giusto in questa giornata, fare qualcosa di più delle semplici parole: guardare in faccia questi schifosi e castrarli tutti uno ad uno. Con la castrazione chimica, così magari si dolgono e soffrono un bel pò. E senza nemmeno guardargli il curriculum. Tutti i pedofili devono pagare e soffrire, io auguro a queste persone di soffrire in modo atroce per quello che hanno fatto ai poveri bambini, e senza nessun perdono.

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