Multiculturalismo = utopia

Alla fine l’avranno capito anche loro, quelli che senza alcun rigore, senza mente critica, appoggiavano il multiculturalismo. I disordini scoppiati due giorni fa nel Regno Unito, per via dell’uccisione di un ragazzo di colore da parte della polizia, hanno riacceso i riflettori su uno dei problemi più falsati di questo secolo. Uno dei peggiori disastri che da dieci anni a questa parte sta straziando l’Eurabia una volta Europa. Il multiculturalismo. L’idea cioè, di far venire da paesi lontani dal benessere della società occidentale, culture, usanze, modi di vivere, completamente diversi dai nostri. La conseguenza più logica di questo mix di culture, è evidente: non funziona. Non funziona, per vari motivi quali ad esempio, la difficoltà ad accettare le usanze di un’altro popolo, le leggi di un’altro governo, le regole di un’altra chiesa, etc. Chi oggi plaude in maniera pacifinta (non si tratta di un’errore di battitura. Volevo dire proprio così) alla cosiddetta “primavera araba” arbitrariamente paragonata da alcune testate politycally correct, alla caduta dei regimi comunisti nell’Europa orientale, dimentica o finge di dimenticare, che questa situazione, è stata provacata anche da altri fatti più incresciosi delle scandalose repressioni in Siria e in Libia. Le stragi in Siria in particolare, sono state quelle che hanno fatto più rumore per le scandalose violazioni dei diritti umani. E anche- non dimentichiamocelo, per una guerra “umanitaria” che aveva come fine, quella di ingrossare la goffagine di Nicolas Sarkozy, presidente della Francia, nostro grande vicino, nonché padrone dell’Europa, assieme all’altro vicino, la Germania. Ciò non toglie comunque, che Gheddafi, da despota che era, sia diventato un verme ed un mafioso. Tornando all’Europa e a in particolare a Londra, le proteste che da due giorni sta mettendo a dura prova David Cameron e il suo governo, ci impone una riflessione su ciò che dovrebbe voler dire il senso dell’ospitalità. Stare in un paese straniero imporrebbe di conformarsi alle regole di quel paese, al rispetto delle usanze e delle tradizioni di quella cultura. Invece no, gli inglesi si devono adeguare alle regole di quegli stranieri, che nostalgici della loro terra, trapiantano arbitrariamente le loro regole nei quartieri di Londra e Birmingham. E quale migliore occasione per dimostrare l’attaccamento alla propria terra (non quella europea. Figuriamoci) se non le maniere forti della polizia londinese, che cagiona la morte di un giovane nero in strada? Intendiamoci: i poliziotti potrebbero aver sbagliato ad usare la forza, e per questo purtroppo non rischiano nulla. Ma il fatto che ad avvelenare il clima, siano degli immigrati che con un pretesto così grave, si comportano allo stesso modo dei barbari che invasero Roma all’epoca dell’impero romano, allora sì, dovrebbe farci riflettere. L’unica soluzione per riportare le cose alla normalità, è quella di espellere tutti gli immigrati extraeuropei e rimandarli ai loro paesi. Adesso qualcuno dirà: “sei razzista. Ragioni per perconcetti, i cristiani hanno fatto l’inquisizione” etc. Sì è vero, anche la civiltà occidentale ha commesso crimini. Ma noi ce ne siamop sempre vergognati, loro no.  Anche quando in Iraq morivano i pochi musulmani perbene  (essere musulmano non è una colpa, ma seguire l’islam sì) nessuno di quelle che la scrittrice Oriana Fallaci, chiamava “cicale” ha alzato la voce. Nessuno ha pianto per la povera Margareth Hassan, o per i camionisti turchi o di altra nazionalità (e che a volte erano musulmani) sgozzati come gli agnelli. Il tentativo di far passare il modello multiculturale, come il migliore al mondo è fallito. E le proteste inglesi, ne sono la prova lampante. L’unica vera soluzione è Il blocco totale dell’immigrazione extraeuropea in Europa, e la difesa delle tradizioni culturali europee. Dico questo, sebbene io non sia mai stato né lo sarò mai, Lefevriano. Io, chiedo solo il rispetto della propria cultura da parte dello straniero, chiedo un pò di buon senso nell’ammettere che certe cose, tipo i matrimoni combinati, il taglio della mano destra ai ladri, la lapidazione delle prostitute, l’infibulazione, l’impiccaggione di persone minorenni, il ripudio al posto del divorzio, l’obbligo per le donne di indossare il velo,  o la diseguaglianza di un imputato dvanti ad un giudice, senza possibilità di difesa, tutte queste cose, cessino. Che qualche musulmano intelligente, qualche africano asiatico intelligente, ammetta di aver fatto del male alla società che l’hà accolto a braccia aperte. Chiedo troppo?  Forse sì. Ma è sensato tutto questo. Tornando ai disordini a Londra, se non si ammette che il modello multiculturale non funziona, ben presto, l’Europa si troverà davanti una situazione ben più grave e né uscirà con le ossa rotte. Perché il multiculturalismo altro non è che una dolce utopia.

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