ISIS SMI società moralità illimitata

Questa mattina, noi europei ci siamo svegliati con l’orrenda notizia di un’ondata di attentati che ha colpito l’Indonesia. Questo paese, schiacciato tra l’Asia e l’Oceania, è conosciuto per essere uno dei più grandi arcipelaghi al mondo, e anche per ospitare la popolazione di musulmani, più numerosa al mondo. In passato, l’Indonesia era già stata colpita da altri attentati sanguinosi che portavano la firma di Al Qaeda, l’organizzazione terroristica fondata da Osama Binladen. Cominciando con gli attentati contro le ambasciate americane in Kenya e in Tanzania, arrivando all’undici settembre che rivisto adesso con il dominio dell’ISIS in Iraq e in Siria, sembra solo un piccolo fuocherello (intendiamoci: negli attentati alle twin Towers e al WTC, per non dimenticare il dirottamento da parte dei passeggeri dell’aereo dell’American Airlines, quello cascato nei boschi della Pannysylvania, sono morte migliaia di persone. Per il volere di Osama Bin laden, poi morto grazie a un blitz dei Navy Seals americani. E sono stati atti orribili, compiuti con sanguinaria ferocia, in nome di una religione o meglio di un libro, il corano) acceso per puro divertimento. Nel caso dell’ISIS invece, la faccenda si complica. Perché visto dall’Europa che da settant’anni non fa più la guerra, la minaccia di Al Baghdadi, è percepita come semplice terrorismo, l’idea che si tratti di qualcosa di più profondo, mirato a distruggere la geopolitica per come l’abbiamo conosciuta, dal mandato inglese sulla Palestina in poi, sembra creare una schizofrenia politica tra i governi occidentali, che (giustamente) si rifiutano di riconoscere lo stato islamico, come un vero e proprio stato. Allo stesso tempo però, la politica interna di questi stati, sembra andare a pezzi. Perché succede? Come è possibile che entità sovrane composte da due camere, primi ministri, presidenti, ministri degli interni, della difesa, degli esteri e delle finanze, non riescano a far sentire sicure le persone a casa propria? Per sicurezza, non intendo solo quella militare con più poliziotti nelle strade, negli aereoporti nelle stazioni ferroviarie etc. Intendo dire sicurezza anche dal punto di vista morale. Prendiamo ad esempio, uno dei momenti più festosi dell’anno in cui tutte le famiglie occidentali, si ritrovano per salutarsi e scambiarsi gli auguri. Il natale. Da dodici anni a questa parte, in Europa o meglio in Eurabia, va di moda contestare il natale. Ogni volta che si avvicina la festa più importante della cristianità, salta fuori la solita storia del preside, cioè di un rappresentante del ministero ovvero dello stato, che per non “urtare la sensibilità” dei musulmani, decide di non fare il presepe. Cosa c’entra con l’ISIS, starete pensando, c’entra eccome se c’entra. Perché paradossalmente gli attentati dell’isis/DAEESH, come viene chiamato lo stato islamico dai musulmani che abitano in Siria e in Iraq, hanno lo scopo paradossale di creare una specie di certezza assoluta, nei confronti degli occidentali.  e dei musulmani. Infatti gli attentati del 13 novembre a Parigi, avevano come scopo la vittoria del Front National di Marine Le Pen, per cercare lo scontro diretto e conquistare la Francia. La strategia dello stato islamico, somiglia molto a quello di un’azienda organizzata, che per fatturare guadagni fa del marketing con  un target mirato. Un target che finora nessun governo è stato capace di contrastare. Per spiegare meglio questo fenomeno, farò un’esempio molto pratico. Immaginiamo di tornare per un attimo al 1992, e di avere tutte le comodità che prima non avevamo tipo Tablet, smartphone etc. Immaginiamo di avere il segnale digitale e di poter ricevere numerosi canali all-news, che mandano notizie 24 ore al giorno. Sono le 19:30, molta gente è a casa per preparare la cena e riposarsi. Passano cinque minuti, e arriva una notizia. Ricordate che siamo nel 1992, e da pochi anni l’Europa si è riunita, quindi non c’è motivo di preoccuparsi. Tornando alla notizia, i tg aprono con l’arresto di un uomo molto importante, un esponente del partito socialista italiano di nome Mario Chiesa. Adesso il signor Chiesa si trova in carcere e viene interrogato dai magistrati di Milano. Durante il colloquio l’esponente del PSI, comincia a fare nomi di numerosi politici e dice che molti partiti hanno ricevuto finanziamenti illeciti. L’inchiesta viene condotta da tre magistrati, e appena le notizie cominciano ad uscire, la gente scende in piazza. Un giorno del marzo del 1992, quando le inchieste sembrano procedere per il meglio, succede qualcosa di inaspettato. Siamo nella metropolitana di Milano, e la gente deve andare a lavoro. Tutto sembra andare come sempre, la solita coda, i soliti treni che arrivano e ripartono etc. Nello stesso momento, succede qualcosa. In uno dei binari della stazione di Milano, c’è un’esplosione, muoiono diverse persone. I vagoni esplodono uno dopo l’altro , le persone muoiono a causa dell’esplosione. Alcune rimangono ferite e chiedono aiuto. La stazione viene isolata dalle forze dell’ordine e vengono fatti entrare solo i mezzi di soccorso. alla fine il bilancio sarà molto alto. Non lo scriverò per rispetto ai morti di Parigi e di quelli di Jakarta, ma fate finta che lo scenario sia simile alla strage di Parigi. Perché è successo, si chiedono gli italiani? Come ha fatto l’ISIS a pianificare un’attentato di tali proporzioni? La domanda alla prima risposta, è semplice: lo hanno fatto per un atto di fedeltà. Come l’abbiano fatto invece, lo scoprirà la magistratura. Tornando ai giorni nostri al 2016, è evidente che per distruggere l’organizzazione di Abu Bakr al Baghdadi, è necessario che la politica torni a convincere i cittadini a fidarsi di lei. Altrimenti domani rischieremo di vedere la bandiera nera dell’ISIS all’orizzonte. E saremo costretti ad inginocchiarci all’islam salafita, islam secondo cui tutto ciò che viene dall’occidente è impuro e sbagliato.  Sembra che per Abu bakr Al Baghdadi, l’unico interesse sia quello di creare attorno a lui una “Bombing love” ovvero un circuito secondo cui, solo lui e il suo ISIS, hanno il monopolio dell’etica e della morale. Solo lui, è buono, solo lui può “salvare” l’umanità (oltre ai suoi amichetti africani di Boko Haram)  e pazienza se ogni tanto manda dei suoi macellai, a sgozzare o decapitare i prigionieri. Pazienza se prende e paga delle donne e crea una polizia islamica di sesso femminile, che pur di far rispettare i dettami della sharia la legge islamica, arriva al punto di mutilare il seno di una donna perché sta allattando in pubblico suo figlio, pazienza se crea scuole in Iraq, o quello che resta dell’Iraq, e raduna una folla di ragazzini per fargli vedere filmati raccapriccianti. E mentre fa questo ai poveri cittadini iracheni, crocefigge i cristiani e distrugge le chiese, distruggendo le chiese, fa a pezzi  le statue e i musei, per cancellare ogni traccia degli Assiri, dei babilonesi, degli antichi romani, dei greci etc E ad oggi, l’Europa sembra non voler fermare lo stato islamico, sembra non rendersi conto di essere tornata in guerra.  Siamo solo a metà mese e lo stato islamico ha già colpito. Quanto dovremmo aspettare per renderci conto che questa è una guerra di civiltà, e che se non difendiamo la nostra cultura, prima o poi ci conquisteranno?

Post scriptum:  a chi insiste nel non voler accettare la mia tesi, e cavalca le morti di altri musulmani per farsi bello, dico solo questo: Avete altre alternative per fermare l’ISIS?

Female Islamic State

Jihad John
Jihadi John il boia dell’ISIS
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